Pupi e Fresedde

LE NOVELLE DELLA NONNA

di ANGELO SAVELLI
liberamente ispirato all'omonimo libro di EMMA PERODI

regia di
ANGELO SAVELLI
con la collaborazione di Massimo Grigò

con
GIACOMO BOGANI e DILETTA OCULISTI

Presentazione

Due attori, vestiti da esploratori - con tanto di mappe, canocchiali, zaini e borracce - si sono messi alla ricerca di antiche storie da raccontare ai bambini dopo che la televisione li ha depredati di tutto il loro repertorio e del loro pubblico. Nella loro avventurosa ricerca sono arrivati in una valle della Toscana, il Casentino, e lì la vecchia nonna Regina, durante una divertente e succulenta festa, gli ha riempito due zaini zeppi zeppi di novelle. Sta ora ai bambini, o alzando la mano a maggioranza o utilizzando i numeri della tombola, scegliere quale tra le tante novelle dei due zaini ascoltare. Ma scegliere di ascoltare una storia significherà rinunziare ad ascoltare le altre, creando per quel giorno un evento unico e personalizzato.
La seconda metà dello spettacolo è occupata dal racconto delle novelle. Tra le quarantacinque della Perodi ne abbiamo scelte alcune tra le più gotiche, quelle dove gli elementi dell’orrore, della paura, del fantastico sono più marcati e oggettivati in personaggi negativi dal netto profilo secondo un’antica tradizione di esorcismo del terrore infantile: “La fidanzata dello scheletro”, “La padella dell’incantatrice malefica”, “I nani di Piancastagnaio”... Le novelle scelte non vengono messe in scena, ma semplicemente raccontate, in una continua alternanza di discorso indiretto e discorso diretto, con gli attori che descrivono e commentano i propri personaggi, servendosi di pochi elementi scenici  d’appoggio.
    
“Le novelle della nonna” ci insegnano che ogni racconto orale ha bisogno di un suo contesto, di un suo “climax”. E ogni “climax” influenza il racconto e lo modifica. Una cosa è raccontare stando in piedi in tram o sotto un ombrellone, una notte in riva al mare o a tavola a un banchetto di nozze. Quindi per portare in scena correttamente “Le novelle della nonna” occorreva mettere in scena la cornice del racconto per avere la giusta chiave della rappresentazione del quadro. E in questa cornice narrativa la cosa reale non è tanto il personaggio reale della nonna casentinese quanto la sua funzione “etica” di narratrice. Quindi non si trattava di mettere in scena Regina ma questa sua “funzione”, reinventandola teatralmente su di un altro piano linguistico.

“Le novelle della nonna” sono, a ben vedere, uno spettacolo piccolo nella sua dimensione produttiva (sta tutto nel bagagliaio di una macchina e si rappresenta ovunque, anche in un prato alla luce del sole) ma tra i più felici e duraturi della produzione di spettacoli toscani per l’infanzia a cui la compagnia Pupi e Fresedde si dedica con costanza dal 1993.